29 Ott 2020

OSS diverrà una figura di supporto all’Infermiere?

C’è fermento tra gli Operatori Socio Sanitari, si attende che la riforma decreti il passaggio da operatore tecnico a figura professionale.

La Legge 3/2018, volgarmente detta Legge Lorenzin (dal nome dell’ex ministro della Salute) ed entrata in vigore nel febbraio 2018, ha portato numerosi cambiamenti che, seppur non in via del tutto immediata, muteranno per sempre la professione di Operatore Socio Sanitario (OSS).
Tra le novità introdotte troviamo la nascita di 17 Albi specifici per altrettante Professioni Sanitarie; l’istituzione degli Ordini delle Professioni Infermieristiche, Ostetriche e delle 19 professioni sanitarie non mediche (FNOPI, FNOPO, FNO TSRM PSTRP); l’inserimento dello Psicologo nelle Professioni Sanitarie assieme alla figura del Chiropratico e del Osteopata; la creazione di un’Area Socio Sanitaria dedicata specificatamente agli OSS (anche se include altre figure presenti all’interno del Sistema Sanitario Nazionale). A tutto questo conseguirà un ovvio aumento di stipendio, dato il riconoscimento del ruolo socio-sanitario.

L’entrata in vigore di una legge è graduale e si sviluppa attraverso la stipulazione di appositi decreti da attuarsi passo dopo passo. Un passaggio fondamentale della legge di cui parliamo riguarda nello specifico l’Operatore Socio Sanitario, il conseguente  passaggio da un ruolo tecnico ad un ruolo professionale e l’organizzazione territoriale di una scolarizzazione omogenea e identica in tutta la nazione, una formazione unificata nazionale. Un piano che possa mettere d’accordo i due dicasteri (MIUR e Ministero della Salute), evitando imbarazzanti rimbalzi fra gli stessi, è stato discusso negli ultimi mesi.  Cruciale per gli OSS è il passaggio da un’attività formativa gestita dalla Regione ad una di competenza nazionale, con la conseguente costituzione di un elenco nazionale (al quale occorrerà essere iscritti per poter esercitare) degli Operatori e la creazione di organizzazioni territoriali di auto-disciplina.
Allo stesso modo si è parlato di una maxi sanatoria per coloro i quali già esercitino come Professionisti Sanitari pur non avendo tutti i titoli in regola. Infatti la Legge Lorenzin sottolinea la necessità di rivedere la formula di accesso ai corsi di formazione per OSS:  non sarà più sufficiente la terza media ma occorrerà il diploma di scuola media superiore.

Recentemente il Governo Conte con i vari ministeri preposti (Sanità, Regioni, Università e Pubblica Amministrazione) ha ripreso in mano la mega-riforma del settore socio-sanitario introdotto dalla Legge 3/2018 e l’obbligo della maturità e di un corso para-universitario di 2 anni sembrano essere ormai cose certe, così come pare essere la creazione di un Albo regionale a cui potersi iscrivere.


Molti si chiedono se l’OSS diverrà una figura di supporto all’Infermiere, in totale collaborazione con quest’ultimo, ma con responsabilità e autonomia nei propri ambiti, slegando così l’infermiere da ogni responsabilità sulle azioni degli operatori.
Staremo a vedere, per ora il fermento non manca.

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