25 Nov 2020

Sbocchi dopo scuola alberghiera

Sbocchi dopo scuola alberghiera

Complici le numerose e fortunate trasmissioni TV degli ultimi anni – e le spiccate personalità di chef quali Cracco e Cannavacciuolo ma anche di Bastianich, Rubio e Borghese – la passione per la cucina, la culinaria e la ristorazione in generale hanno incontrato un rinnovato favore nel pubblico. Questa ritrovata passione, unita alla cultura dell’accoglienza e al turismo, ha dato il via al formarsi di sempre nuovi professionisti nel mondo del lavoro, si pensi semplicemente al boom di sommelier degli anni recenti.

La scuola alberghiera, ora ribattezzata “Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera” – sia essa pubblica o privata – è un istituto di formazione secondaria che era strutturato su una durata minima di tre anni (con il conseguimento della qualifica professionale di Stato, titolo non equipollente alla qualifica regionale triennale né al diploma), ai quali si potevano e si possono aggiungere un altro paio e ottenere un diploma di maturità; conseguendo la qualifica di “tecnico dei servizi turistici” o di “tecnico dei servizi di ristorazione”.

Svariati sono gli sbocchi professionali che può fornire l’istituto alberghiero poiché la formazione si sviluppa in un percorso didattico tripartito in:

– Enogastronomia (cuochi)
– Servizi di sala e di vendita 
– Accoglienza turistica


L’italiano; la storia; le lingue; la matematica, e tutte le tradizionali materie che si trovano anche nelle altre scuole superiori, si affiancano alle cosiddette materie specialistiche come la nutrizionistica; economia e tecnica dell’azienda turistica; scienza degli alimenti; servizi di accoglienza; gestione dell’azienda turistica e alberghiera; e così via. Tutto ciò al fine di valorizzare il turismo, la ristorazione, l’enogastronomia, formando professionisti qualificati che siano abili in albergo, sala di ristorante, capaci a lavorare nelle cucine e nel business dell’ospitalità in generale. In questo senso l’istituto alberghiero integra il percorso formativo favorendo la partecipazione dello studente a stage presso agenzie di viaggio, ristoranti, alberghi e via dicendo.

La pratica, il lavoro, la manualità anche, è un aspetto essenziale e predominante di questa scuola che pertanto si avvale del tirocinio, tramite il quale si possono praticamente testare ed affinare le competenze apprese.

Quali sono quindi gli sbocchi lavorativi più immediati? Certamente chef; pasticciere;  maitre; cameriere; cuoco; responsabile di sala; barman; receptionist; guida turistica; gestore di locali. Senza dimenticare che col diploma alberghiero, i diplomati, possono fornire consulenza a strutture alberghiere, di ristorazione o in industrie alimentari. A taluni  forse la cosa farà sorridere ma una carriera che si sta facendo largo è ora rappresentata dal blogger culinario.

Nel caso si decidesse di proseguire gli studi dopo il conseguimento del diploma professionale quinquennale, si tenga a mente che è possibile avere accesso a qualsiasi tipo di facoltà universitaria. A meno che non si voglia rimanere specificatamente pertinenti a un indirizzo legato al cibo, al benessere e all’ospitalità, ecco allora che Dietistica; Scienze gastronomiche; Scienze del turismo; Ingegneria Gestionale; Economia del turismo; potrebbero risultare – assieme con facoltà linguistiche – delle ottime soluzioni.

Per implementare le proprie competenze specifiche ci sono anche molti corsi di alta formazione e alcuni di particolare interesse in questo contesto potrebbero essere: management alberghiero e/o turistico; food & beverage manager; tecnico di amministrazione; e molti altri.
Insomma questo istituto è realmente una fonte di molteplici occupazioni e sbocchi lavorativi spendibili a più livelli e, non dimentichiamolo, in più paesi del mondo.

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